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Glossario antiquaritato, gioielli e orologi

Come leggera il nostro catalogo
e
Glossario di antiquariato, preziosi, orologi


Dipinti

Attribuito: è nostra opinione che l’opera sia eseguita dall’artista

Cerchia: a nostro parere è un’opera eseguita da soggetto non identificato con connotati associati all’artista

Bottega: a nostro parere opera eseguita da mano sconosciuta ma nell’ambito della bottega dell’artista

Stile: opera di un pittore che segue lo stile dell’artista

Maniera: opera eseguita nello stile dell’artista ma in periodi successivi

Misure: cm. 10 x 20= larghezza x altezza (tela)​

Arredi

Stima eseguita da nostri esperti

Misure: cm. 10 x 20 x 30= larghezza, profondità, altezza

Gioielli

Stima eseguita da periti specializzati, la caratura delle pietre indicata nel catalogo è suscettibile di piccole variazioni in quanto la perizia è stata eseguita su pietre montate.

Argenti

Stima eseguita da nostri esperti con identificazione dei marchi, bolli e periodo


PERIODI​

Luigi XIV 1643 – 1715​

Luigi XV 1722 – 1774

Luigi XVI 1774 – 1792

Direttorio 1792 – 1804

Neoclassico Italiano 1774 – 1815

Carlo X o restaurazione 1815 – 1830

Luigi Filippo 1830 – 1848

Napoleone III 1852 – 1870

Eclettismo fine secolo, neo Rinascimento, neo Gotico, chiamati anche stile Umbertino 1878 – 1900

Liberty, art Nouveau, 1880 – 1915

Decò 1925 – 1945

Modernariato anni 50,60,70


Inghilterra, Italia, America

Argenti, Porcellane e Sheffield

ARGENTO

Il decreto legislativo N.251 del 22 Maggio 1999 fissa i millesimi consentiti in Italia per la lavorazione dell’argento e sono il titolo 800/000 e il titolo 925/000, lo stesso decreto però permette di lavorare il prezioso metallo anche in millesimi superiori, e non inferiori, da quelli stabiliti, un esempio ne è la punzonatura al titolo 835

Cosa vuol dire 800 millesimi? Significa che su 1000 parti di metallo 800 sono in argento e 200 sono di lega di rame

Cosa vuol dire 925 millesimi? Significa che su 1000 parti di metallo 925 sono in argento e 75 di lega di rame, quest’ultimo il 925/1000 prende il nome anche di Sterling.

In Italia i manufatti, soprattutto quelli antichi, sono prevalentemente al titolo 800 e più raramente al titolo 916 o 950 (alcune volte utilizzati nel XIX secolo), diversamente accade in Gran Bretagna la quale non ammette millesimi inferiori al titolo 925.

Periodi:

Giorgio III, periodo Georgiano 1714 – 1830

Regency dal 1811 – 1820

Vittoriano 1837 – 1901

Edoardiano 1902 – 1911

Old Sheffield: dal 1750 al 1840 circa, due lingotti d’argento con un lingotto di rame portati al punto di fusione e lavorati a caldo

Sheffield: dopo il 1840 argentatura per elettrolisi (E.N.P.S.) su rame o nichel, periodo Regina Vittoria

Sterling America: argento con titolo 925

Argento Inglese: argento con titolo 925

Argento Italiano: argento con titolo 800

Silver on Cooper: argento su rame per elettrolisi

Silver plate: bagno argento su metallo


 Specchiere e Cornici lignee

Mecca:Foglia argento su bolo giallo a cui viene dato un riflesso dorato utilizzando gomma lacca, pigmento giallo

Foglia oro: foglia d’oro applicata a missione o a colla su fondo di gesso con bolo rosso e giallo

Foglia argento: foglia argento applicata a missione o a colla su fondo di gesso con bolo nero


Preziosi

TITOLI DELL’ORO

Oro 24kt titolo 999/1000

Oro 22kt titolo 916/1000

Oro 18kt titolo 750/1000

Oro 14kt titolo 585/1000

Oro 9kt titolo 375/1000

Oro 8kt titolo 333/1000

Sterlina oro:

Peso: 7,9881 g. Spessore: 1,52 mm, Diametro: 22,05 mm, Titolo: 22 kt (91,67%), Peso in oro: 7,3224 g


DIAMANTI – BRILLANTI


CARATI (ct.) UNO EQUIVALE A 0,20 GRAMMI


PUREZZA COLORE


Classificazione Diamanti

formula chimicaC (carbonio)
sistema di cristallizzazioneCubico
TrasparenzaTrasparente
Durezza10
peso specifico3,52 circa
indice di rifrazione2.418
FluorescenzaDa inerte a forte
  
Requisiti di un buon diamante sono: 
un buon taglio che è in grado di valorizzare completamente le proprietà, 
la purezza che non deve pregiudicare la vivacità della gemma , 
il colore. 
  
Per classificare e valutare un diamante sono tenuti in considerazione 4 aspetti: 
Peso, 
Purezza, 
Colore, 
Taglio 
Altre caratteristiche sono: finitura e simmetria, apice, fluorescenza. 
  
Classificazione della purezza 
Le caratteristiche esterne della pietra, cioè quelle imperfezioni o impurità che sono sulla superficie non determinano la purezzaLa purezza ( o il grado della purezza) è determinata dalle caratteristiche interne del diamante
IFEsente da caratteristiche interne alla lente 10x
VVSCaratteristiche interne piccolissime, molto difficile da individuare alla lente 10x
VSCaratteristiche interne molto piccole, difficili da individuare alla lente 10x
SICaratteristiche interne piccole, individuabili senza difficoltà alla lente 10x
PCaratteristiche interne individuabili anche ad occhio nudo
  
Classificazione del colore 
Esistono diamanti di vari colori, quelli maggiormente commercializzati hanno tinte bianco-giallognole e sono classificati con una lettera 
DBianco eccezionale+
EBianco eccezionale
FBianco extra+
GBianco extra
HBianco
IBianco sfumato
JBianco sfumato
KBianco leggermente colorito
LBianco leggermente colorito
MColorito 1
NColorito 1
OColorito 2
PColorito 2
QColorito 3
RColorito 3
  
Taglio 
Il fascino di un diamante è esaltato dal taglio che, se ben eseguito, avrà la massima resa in bellezza 
Esistono vari tipi di taglio moderno: 
Il taglio più pregiato è quello rotondo detto brillante 
Tagli detti fantasia sono: goccia, cuore, tepper, baguette, carrè 
Ci sono poi bellissimi diamanti con taglio vecchio detti anche taglio Vecchia Europa 
Ci sono infine diamanti con taglio a rosa, questi sono i più economici. 
Peso 
Il peso di un diamante è espresso in carati (ct), con almeno due decimali. 
Un carato equivale a 0,20 grammi   

TAGLI


Orologi

A

Acciaio: Lega di ferro e carbonio utilizzata soprattutto per la realizzazione delle casse degli orologi da polso. Negli ultimi decenni è stato preferibilmente impiegato l’acciaio inossidabile, una legga di ferro, cromo e nichel di grande resistenza.

Adjusted: Termine inglese riportato sui meccanismi degli orologi ed indicante la regolazione del movimento stesso in una o più posizioni.

Alternanza: Rotazione di un bilanciere da una posizione estrema all’altra. Gli orologi vengono distinti anche in base al numero di alternanze all’ora (A/h) che il loro organo regolatore compie. Per gli orologi da polso i numeri di A/h più frequenti sono: 18.000, 19.800, 21.600, 28.800, 36.000. Da un punto di vista teorico, a parità di accuratezza di costruzione, maggiore è il numero di A/h, maggiore è la precisione dell’orologio.

Analogico: Orologio con indicazione oraria a mezzo di lancette; l’altro tipo di indicazione è quella digitale.

Ancora: Organo intermedio dello scappamento, in acciaio o in ottone, la cui forma ricorda quella di una ancora marinara.

Anglage: Operazione che consiste nel tagliare l’angolo vivo di un ponte o nell’arrotondare il bordo di un foro; viene effettuata su movimenti di qualità.

Ansa: Parte della cassa che collega la carrure dell’orologio da polso all’attacco per il cinturino.

Antimagnetico: Orologio costruito con materiali insensibili al magnetismo o, più spesso, con un movimento protetto da uno schermo magnetico, costituito dal quadrante e da una capsula, che copre e circonda il movimento, realizzati in ferro purissimo (detto anche “ferro dolce”).

Antiurto: Sistema particolare di pietre di controperno e di cuscinetti in rubino, nei quali ruotano i perni dell’asse del bilanciere e che possono evitarne la rottura in caso di urto. Uno dei sistemi antiurto più diffusi è l’incabloc.

Automatico: Un orologio la cui ricarica avviene grazie agli spostamenti, attivati dal polso, di una massa oscillante (rotore) che ingrana un dispositivo studiato per fornire energia al movimento.

B

Bariletto: Elemento cilindrico al cui interno è alloggiata la molla motrice. Negli orologi da polso, il bordo del bariletto riporta la dentatura della prima ruota dell’orologio (ruota di carica).

Barretta: Piccola asta di metallo fissata tra le anse della cassa, che serve ad attaccare il cinturino o il bracciale. Può essere fissa, saldata quindi alle anse,oppure mobile.

Bilanciere: Organo regolatore dell’orologio, costituito da una corona (liscia o a viti) e da un numero variabile di bracci (da uno a quattro). Con le sue oscillazioni, il bilanciere regola la velocità di rotazione del ruotismo. È dal suo buon funzionamento che dipende la regolarità di marcia dell’orologio stesso.

Bilanciere con viti: Bilanciere che presenta una serie di viti sulla corona, la cui funzione è di consentire la variazione del momento d’inerzia, quindi di regolare a mezzo di esse l’anticipo o il ritardo.

Bracciale: Elemento realizzato in metallo, che serve per agganciare l’orologio al polso.

Breguet: Il nome del grande orologiaio è usato come aggettivo per definire parti degli orologi le cui caratteristiche furono da lui introdotte: lancette Breguet, cifre Breguet, spirale Breguet.

C

Cabochon: Pietra preziosa o semipreziosa di forma arrotondata, utilizzata per decorare la corona di carica.

Calendario: Orologio il cui quadrante, oltre all’ora, riporta le indicazioni del calendario con finestrelle ad affissione digitale o con contatori a sistema analogico.

Calendario annuale: Orologio che “legge” i mesi di 30 e 31 giorni, richiedendo quindi la correzione del datario solo per il mese di Febbraio.

Calendario completo: Orologio che indica il giorno del mese, della settimana e il mese dell’anno; l’aggiornamento del datario deve essere effettuato in tutti i mesi di durata inferiore ai 31 giorni. Spesso al calendario completo viene aggiunta l’indicazione delle fasi lunari.

Calendario perpetuo: Orologio che, oltre alle indicazioni del calendario completo, calcola automaticamente i mesi con 30 giorni e il mese di Febbraio anche negli anni bisestili. Di notevole complessità meccanica, indica anche, di solito, le fasi lunari.

Calibro: Temine usato in orologeria per designare la forma del movimento, dei ponti, il loro numero, l’origine del movimento, il nome del costruttore.

Calibro a 3/4 di platina: Si distingue in quanto il treno del tempo, ad eccezione della ruota di scappamento, ruota in un ponte che ricopre tre quarti della platina.

Calibro di forma: Indica tutte le forme ad eccezione di quella rotonda: ovale, quadrata, rettangolare.

Calibro rotondo: Forma più diffusa di calibro. Viene designato con il diametro di incassatura espresso in linee o in millimetri.

Carrè: Termine usato per indicare una cassa di forma quadrata.

Carrousel: Dispositivo inventato da danese Bonniksen nel 1892 per eliminare le irregolarità di marcia che mostra l’orologio nelle diverse posizioni verticali. Analogo al tourbillon, ha costruzione più semplice.

Carrure: Parola francese che descrive la parte mediana della cassa dell’orologio.

Casablanca: Un nome che in orologeria ha tenuto a battesimo la collezione con cui ha esordito, nel 1992, trovando un immediato successo, Franck Muller. Particolare la forma della cassa allungata (gli addetti ai lavori l’hanno definita Cintrèe Curvex) e il quadrante con le grandi cifre arabe stilizzate.

Cassa: Elemento che contiene e protegge il movimento di un orologio da polvere, umidità ed urti, conferendo anche all’orologio un aspetto il più attraente possibile. La cassa può essere costituita da due o tre parti separabili (lunetta, carrure, fondello) e prodotta con materiali e forme differenti. Nella maggior parte dei casi gli orologi sportivi hanno casse in acciaio, mentre quelli eleganti sono in oro o in platino.

Certificato di cronometro: Certificato rilasciato ad una manifattura, riguardante tutti gli orologi prodotti dalla casa medesima ed aventi le stesse caratteristiche degli orologi campione sottoposti ad una serie di test.

Cifre: Caratteri che rappresentano i numeri all’interno di un quadrante.

Cinturino: Elemento realizzato in pelle, stoffa, plastica, caucciù o altri materiali; ha il compito di allacciare l’orologio al polso.

Complicazione: La presenza in un orologio di indicazioni supplementari rispetto alle ore, minuti e secondi.

Contaminuti: Piccolo quadrante del cronografo sul quale ruota una lancetta che indica il numero dei giri (e di conseguenza dei minuti) compiuti dalla grande lancetta. Il contaminati può essere: 1 – continuo: la piccola lancetta si muove in continuazione di moto uniforme; 2 – istantaneo: la lancetta del contaminuti scatta improvvisamente sulla suddivisione di competenza esattamente al sessantesimo secondo; 3 – semi-istantaneo: la lancetta comincia a muoversi attorno al cinquantottesimo secondo, per poi scattare sulla divisione successiva al sessantesimo secondo. Quest’ultimo è anche il più diffuso.

Contaore: Quadrante sussidiario sul quale vengono indicate le ore trascorse a partire dall’inizio della misurazione cronografia.

Contatore: Parte apposita e ben delineata del quadrante, solitamente di forma circolare, che visualizza indicazioni supplementari rispetto a quelle di ore e di minuti.

Contatori Sportivi: Cronografi che consentono la misurazione di fenomeni temporali, con le lancette che sono azionate da pulsanti per le funzioni di start, stop e rimessa a zero: non forniscono alcuna indicazione oraria. I contatori vengono costruiti per differenti impieghi e, in base all’uso, sono dotati di scale graduate o indicazioni tipo supplementare.

Corona di carica: Elemento cilindrico che consente di caricare l’orologio e di regolare data e ora. Per questa funzione occorre estrarre leggermente la corona di carica dalla sua sede.

COSC: Sigla di Controle Officiel Suisse des Chronomètres, autorità federale Svizzera con Sede a La Chaux-de-Fonds, che procede a eseguire i test necessari per ottenere il Certificato di Cronometro.

Croce di Malta: Dispositivo, applicato sul coperchio del bariletto di alcuni orologi da polso prodotti in passato, che regola lo svolgimento della molla all’interno del bariletto, limitandone il numero di giri utilizzabili.

Cronografo: Meccanismo in grado di misurare la durata di un fenomeno a mezzo di un’apposita lancetta, che può essere fatta partire esercitando una pressione su un pulsante quando il fenomeno stesso inizia a verificarsi e che si può arrestare quando il fenomeno ha termine; questa lancetta deve, infine, essere riportata a zero. Viene fatta risalire al 1822 l’invenzione, da parte di Rieussec, del cronografo propriamente detto. Era un orologio che scriveva, mediante la lancetta dei secondi, il tempo su un quadrante, giustificando così il nome attribuito alla nuova invenzione: “Chronos”= tempo, “Grapho”= scrivo. Strumenti di questo tipo sono stati prodotti per un lungo lasso di tempo, consentendo alla definizione di “cronografo” di rimanere nell’uso, anche se, per gli apparecchi di costruzione successiva, non più dotati di apparato scrivente, sarebbe maggiormente appropriata la definizione di “cronoscopio”. La successiva fase di evoluzione del cronografo è da attribuire allo Svizzero A. Nicole, che prima completò il cronografo dotandolo di sistema di azzeramento (1844) e successivamente applicò il primo meccanismo di questo a un orologio da tasca (1862). La comparsa del cronografo da polso risale al 1910, commercializzato da Moeris. Una classificazione che è possibile fare tra i cronografi in produzione è quella relativa al sistema di innesto dei comandi del cronografo. In base a questa caratteristica si possono distinguere: cronografi con ruta a colonne, cronografi a leve, cronografi a navetta o a camme, cronografi con pignone oscillante.

Cronografo con Calendario: Orologio dotato di cronografo, cui viene applicato il dispositivo di calendario, completo o perpetuo.

Cronografo rattrapante o sdoppiante: Cronografo caratterizzato dalla presenza di una seconda lancetta cronografica, che è denominata “lancetta rattrapante”. Gli orologi che presentano questa complicazione hanno tre pulsanti, due dei quali sono posti sulla cassa, mentre il terzo, per la funzione della lancetta rattrapante, è coassiale alla corona di carica e posizionato in un altro punto della cassa.

Cronometro: Orologio la cui elevata precisione è garantita da un certificato di cronometro o da un bollettino ufficiale di marcia rilasciato dagli appositi osservatori svizzeri.

Cronometro da Marina: In uso sulle navi prima dell’avvento dei sistemi elettronici di navigazione, i cronometri da marina devono la loro forma alle esigenze di precisione e affidabilità che devono soddisfare. La cassa in legno protegge dagli urti e si può chiudere ermeticamente in caso di trasporto. La cassa in ottone è di grandi dimensioni e alloggia un movimento altrettanto grande e quindi con una meccanica che lavora più agevolmente rispetto a quelle miniaturizzate dei modelli da polso. Un sistema cardanico mantiene l’orologio sempre in asse, anche in caso di forti oscillazioni della nave su cui è imbarcato. Il quadrante è di chiara e immediata leggibilità e di recente ha ispirato una produzione d’orologi da polso, con il nome di Marine Chronometre, da Ulysse Nardin.

D

Datario: Funzione supplementare che indica il numero cardinale corrispondente al giorno del mese. Può essere indicata con un sistema digitale a finestrella oppure tramite un contatore analogico.

Decorazione: Insieme di elementi artistici impiegati per abbellire una o più parti di un orologio. Per ciò che riguarda i movimenti, l’impiego di procedimenti meccanici consente di ottenere molteplici tipi di decorazione: perlage, grenage, colimaçonnage, cotes de Géneve e fausses cotes. La decorazione dei quadranti viene realizzata con procedimenti che consentono di disegnare linee o cerchi più o meno spessi.

Diapason: Movimento elettronico nel quale l’organo regolatore è costituito da un piccolo diapason. Le vibrazioni del diapason sono molto stabili e garantiscono quindi una buona precisione all’orologio.

Digitale: Orologio con indicazione oraria a mezzo di numeri al posto di tradizionali lancette.

E

Ebauche: Movimento d’orologio incompleto, in quanto mancante di bilanciere, scappamento, molla motrice, quadrante e lancette, ma con il ruotismo del tempo. Il movimento viene poi completato dall’azienda che lo acquista.

Equazione del tempo: Computo della differenza, positiva o negativa, tra il mezzogiorno solare e quello medio. Solo in quattro giorni dell’anno vi è coincidenza, mentre il sole può anticipare fino a 14’ (l’11 febbraio) o tardare fino a 16’ (il 23 novembre). La differenza deriva dall’eccentricità dell’orbita della Terra e dell’inclinazione del suo asse rispetto al piano dell’orbita stessa.

F

Fasi di Luna: Indicazione, di norma ben curata anche dal punto di vista grafico, che raffigura, sul quadrante degli orologi muniti di calendario, i vari cicli (detti “lunazioni”) del nostro satellite. Della durata di 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 2,8 secondi, negli orologi da polso la lunazione viene ridotta a 29 giorni e 12 ore.

Flyback: Meccanismo cronografico in cui, premendo il pulsante di azzeramento mentre la grande lancetta del cronografo è in funzione, questa può essere riportata direttamente sullo zero, senza essere precedentemente arrestata. Lasciando il pulsante di azzeramento, la lancetta del cronografo ricomincia a girare.

Fondello: Parte posteriore della cassa di un orologio da polso, fissata a pressione, con vite, a cerniera o avvitata alla carrure.

Forma: Si dicono “di forma” le linee di cassa che escludono la classica fisionomia rotonda.

Frequenza: Numero di oscillazioni compiute da un organo di tempo nell’unità di tempo (1 secondo). In un orologio la frequenza può essere espressa in alternanze/ora o in hertz (periodi al secondo). In un movimento che compie 18.000 alternanze/ora, la frequenza è pari 2,5 Hz. In orologeria, la frequenza di oscillazione degli organi regolatori viene definita in alternanze/ora per il sistema bilanciere/spirale, in hertz per gli orologi al quarzo. Un’oscillazione è pari a due alternanze. Un’alternanza corrisponde al passaggio di un dente della ruota scappamento. Le frequenze più comuni in orologeria sono 18.000 A/h (corrispondenti a 2,5 Hz), 21.600, 28.800 e 36.000. Gli orologi a 28.800 e a 36.000 A/h vengono definiti orologi ad alta frequenza. Per gli orologi al quarzo, la frequenza dell’oscillatore è di 32.768 Hz.

Fuso orario: Ciascuno dei 24 spicchi, delimitati dai meridiani, in cui è stato suddiviso il globo terrestre per consentire che tutti i Paesi avessero un’ora convenzionale, facilitando di conseguenza i rapporti internazionali.

G

Galbè: Aggettivo mutuato dal francese per indicare la curvatura concava o convessa di un quadrante o di una cassa.

Ghiera: Elemento rotante, generalmente applicato sulla carrure, sul quale vengono riportate indicazioni che qualificano l’uso dell’orologio (es. ghiera graduata per misurare i tempi d’immersione per orologi subacquei).

Glucydur: Lega di rame e berillio con buone caratteristiche meccaniche (elasticità, durezza, amagneticità). Il glucydur viene spesso impiegato per costruire bilancieri.

G.M.T. (Greenwich Mean Time): Sigla che indica il tempo medio per il Meridiano Zero, passante per l’Osservatorio di Greenwich.

Guillochè: Incisione di un disegno geometrico composto da linee che si incrociano e formano piccoli rombi, utilizzata per decorare quadranti.

Gyromax: Raffinato tipo di bilanciere sulla cui corona sono infilati alcuni piccoli cilindri forati e tagliati. Ruotando il taglio verso l’interno si provoca ritardo, l’azione contraria provoca anticipo.

H

Hertz: Unità di frequenza, di simbolo Hz. E’ la frequenza di un fenomeno periodico il cui periodo è di un secondo.

I

Impermeabilità: Espressa in atmosfere, è la capacità di una cassa di resistere alle infiltrazioni di acqua.

Incursori: Per questo corpo speciale della Marina Militare Italiana le Officine Panerai di Firenze studiarono – negli anni immediatamente precedenti e successivi al Secondo Conflitto Mondiale – un orologio subacqueo di nuova concezione. Questo modello è oggi replicato da Panerai, marchio del gruppo Richemont, con le stesse caratteristiche dell’epoca: cassa di grandi dimensioni in acciaio, quadrante di grande leggibilità, tenuta stagna garantita dal ponte – brevettato – di protezione ed impermeabilità della corona.

Indici: Elementi stilizzati, pietre preziose o numeri (arabi o romani), che indicano ore e minuti sul quadrante.

K

Kinetic: Con la sua messa a punto all’inizio del 2000, qualcuno ha parlato addirittura di movimenti del futuro: il Kinetic, adottato dal Marchio giapponese Seiko su sue molte produzioni e, in particolare, sulla Serie Sportura, è un modulo elettronico animato da un dispositivo automatico: come dire, un rotore mosso dal polso che alimenta la ricarica di un generatore di corrente, cosa che ha permesso l’eliminazione delle batterie. Una soluzione tecnologica, peraltro rivestita da un design avveniristico, che è molto piaciuta anche a chi giustamente ama la tecnologia, ma non dimentica perciò la necessità di proteggere l’ambiente.

L

Lancette: Elementi allungati di varia foggia e solitamente realizzati in metallo, visualizzano le indicazioni analogiche fornite dall’orologio.

LCD: Acronimo di Liquid Crystal Display, si riferisce al quadrante a cristalli liquidi che caratterizza gli orologi al quarzo tipici della produzione giapponese.

LED: Acronimo di Light Emitting Diode, indica il quadrante a grandi numeri dei primi orologi al quarzo digitali.

Linea di Parigi: Antica unità di misura ancora oggi usata in orologeria per indicare le dimensioni del movimento: una linea vale 2,255 mm.

Logomania: Il Marchio, innanzitutto: l’orologeria non fa nessuna concessione alle teorie del “No Logo” di Naomi Klein. Il nome di un oggetto è evocativo, rassicurante, indicativo e fa status-symbol: appare sempre e comunque sul quadrante, in certi casi viene enfatizzato sulla lunetta, come è il caso della produzione Bulgari.

Lunetta: Anello che incornicia il vetro dell’orologio fissato sulla parte anteriore della carrure.

M

Manutenzione: Sistema per mantenere invariate nel tempo le qualità di un orologio, con interventi di riparazione o revisione periodica programmata.

Messa all’ora: Operazione che consente di correggere la posizione delle lancette sull’orologio.

Microrotore: Rotore che, invece di essere sovrapposto al movimento (come nella maggior parte degli orologi automatici), è incorporato nel movimento per diminuire lo spessore.

Minuteria: Ruotismo che trasforma il movimento della ruota dei minuti dell’orologio, che compie un giro in un’ora, nel movimento della ruota delle ore che compie un giro in 12 ore.

Molla: E’ l’elemento che una volta “armato” all’interno del bariletto tramite la corona (negli orologi a carica manuale) o gli impulsi del rotore (in quelli a carica automatica), fornisce l’energia necessaria al funzionamento dell’orologio. Le sue caratteristiche rispondono a calcoli piuttosto complicati, che ne definiscono con precisione le dimensioni, il peso, l’ingombro all’interno del bariletto e il numero di giri del nastro avvolto su se stesso attorno all’albero (carica massima). In genere la molla ha una lunghezza compresa fra i 200 ed i 600 millimetri ed uno spessore che può variare da 0,05 a 0,20 millimetri; è calcolata per poter assicurare all’orologio una marcia regolare per circa 36 ore.

Moto perpetuo: E’ il sogno degli scienziati e, quasi inutile dirlo, anche dei tecnici dell’orologeria che ogni giorno hanno a che fare con motori – sia meccanici sia elettronici – sempre in movimento, ma con una costante bisogno di fonti ricaricabili di energia. Molto vicini alla realizzazione del moto perpetuo sono comunque arrivati gli ingegneri di Jaeger-LeCoultre con la pendola Atmos, un orologio d’appartamento che funziona in virtù delle variazioni di temperatura dell’ambiente circostante. Se non ci fossero problemi d’usura, ridotti al minimo, ma pur sempre esistenti, questa macchina del tempo funzionerebbe all’infinito, dal momento che la ricarica si basa su condizioni sempre attive.

Movimento: Denominazione che sta ad indicare l’insieme degli elementi che compongono la parte funzionale di un orologio, sia meccanico sia elettronico al quarzo.

O

Oblò: Una ben precisa forma utilizzata in marineria, che ha dato fisionomia e nome ad una Marca Svizzera d’Orologeria (Hublot, appunto, oblò in francese), nata una ventina d’anni fa e caratterizzata dall’innovativo accostamento dei materiali e delle casse degli orologi a forma di oblò.

Ore del Mondo: Orologio in grado d’indicare più fusi orari su una ghiera riportante le città di riferimento dei 24 fusi orari.

Oro: In orologeria, questo prezioso metallo con caratteristiche di duttilità ed incorruttibilità viene utilizzato per la realizzazione di casse, bracciali, lunette, corone di carica e per alcuni elementi del movimento.

Oscillazione: Percorso del bilanciere da una posizione estrema all’altra e ritorno a quella di partenza. Una oscillazione è la somma di due alternanze.

Ottone: Lega di rame e zinco. Viene impiegata in orologeria per costruire ruote, platine, ponti.

P

Platìna: Piastra metallica che serve da base ai ponti; porta i fori nei quali ruotano i perni inferiori dei diversi organi rotanti dell’orologio.

Platino: In orologeria, il più prezioso dei metalli. Caratterizzato da grande resistenza agli urti ed agli agenti esterni, viene utilizzato per la realizzazione di casse e bracciali.

Ponte: Parte metallica nella quale gira, in un cuscinetto fissato in esso, il perno superiore degli organi rotanti dell’orologio. Per distinguere i ponti, viene associato a ciascuno di essi il nome del mobile che vi gira sotto: si ha così il ponte del bariletto, il ponte dell’ancora, il ponte del bilanciere.

Pulsante: Elemento di varia forma inserito nella carrure dell’orologio. Serve per l’avvio e per l’arresto delle funzioni cronografiche.

Pulsanti correttori: Piccoli pulsanti posti sulla carrure dell’orologio che consentono di regolare la data, il giorno della settimana, il mese, le fasi di luna, ecc. Per questa operazione vengono utilizzati appositi strumenti appuntiti, che non rovinano il delicato profilo del pulsantino.

Punzone: Punzonatura presente sul movimento degli orologi che rispondono a precise caratteristiche stabile ufficialmente: notissimo quello di Ginevra, riservato ai soli orologi di alta qualità costruiti in quella zona.

Q

Quadrante: Parte dell’orologio sulla quale appaiono le indicazioni di ore, minuti, secondi ed altre ancora, come quelle astronomiche, di calendario, di controllo di carica.

Quadrante a Guichet o a finestrella: Munito di una o più aperture attraverso le quali appaiono indicazioni quali data, mese, giorno della settimana, ecc.

Quadrante a regolatore: Tipo di quadrante in cui il cerchio delle ore e quello dei secondi sono posizionati uno sopra l’altro, collocati all’interno di un ampio cerchio dei minuti.

Quadrante in smalto: Piastra di rame, argento o oro rivestita di smalto, spesso decorato.

Quadrante luminescente: Quadrante in cui le ore o gli indici (ma anche le lancette) sono ricoperti da sali luminescenti, visibili al buio. Fino agli anni Sessanta veniva impiegato a questo scopo il radio ma, una volta accertatane la pericolosità dovuta alle radiazioni che emette, è stato sostituito da altri sali innocui.

Quarzo: Organo regolatore degli orologi elettronici. Il quarzo è costituito da ossido di silicio e le sue oscillazioni sono molto elevate (32.768 Hz negli orologi da polso, contro i 2,5/5 Hz degli orologi meccanici) e stabili. Il quarzo sfrutta il fenomeno piezoelettrico per il quale, sottoposto ad una tensione elettrica, si mette ad oscillare con vere e proprie oscillazioni meccaniche. Il quarzo è soggetto ad invecchiamento: invecchiando tende ad anticipare. E’ inoltre sensibile alle variazioni di temperatura: sia che questa aumenti o diminuisca, l’orologio ritarda. Il numero di oscillazioni è determinato dalle dimensioni e dalla forma in cui viene tagliato.

R

Racchetta: Organo la cui posizione è regolabile in modo da modificare la marcia dell’orologio variando la lunghezza attiva della spirale, ottenendone anticipo o ritardo. Una racchetta particolarmente raffinata è quella “a collo di cigno”, che permette una regolazione micrometrica per mezzo di una vite.

Rattrapante: Un termine tecnico direttamente ereditato dal vocabolario francese, che indica la possibilità “sdoppiante” di un cronografo. In pratica la lancetta dei contasecondi è doppia e sovrapposta, quando si avvia il cronografo viaggia da sola, ma se si attiva la possibilità di misurare un altro tempo in contemporanea con quello che si sta già misurando, la lancetta si sdoppia ed ognuna delle due prende il suo percorso autonomo.

Ripetizione: Complicazione dell’orologeria, permette di segnalare acusticamente ed a comando (agendo su un apposito cursore o pulsante della carrure) varie scansioni del tempo quali ore, quarti e minuti.

Riserva di marcia: Lancetta che indica, su un apposito settore del quadrante, le ore di autonomia di funzionamento dell’orologio.

Rodiatura: Procedimento chimico che consente di proteggere gli oggetti metallici rivestendoli con una sottile pellicola di rodio.

Rotore: Organo pesante, di forma semicircolare, che oscillando, grazie ai movimenti del braccio, carica per mezzo di un ruotismo la molla del bariletto negli orologi a carica automatica.

Rubini: Cuscinetti in pietre preziose (rubino, diamante, zaffiro) o in pietre artificiali (rubino sintetico) utilizzati nei movimenti di orologi per diminuire gli attriti, ridurre l’usura e meglio conservare l’olio di lubrificazione.

Ruota: In orologeria vengono definiti ruote gli organi dentati che servono a trasmettere un movimento. Fanno parte di ruotismi, di treni, di ingranaggi e si distinguono per forma, posizione o funzione.

Ruota a colonne: Ruota costituita da due parti: quella inferiore ha denti di sega, mentre la sua parte superiore è caratterizzata da colonnine verticali di forma trapezoidale. Questa ruota svolge la funzione, nel tipo omonimo di cronografo, di “centrale di comando” delle varie funzioni cronografiche.

Ruotismo: Organo trasmettitore dell’orologio meccanico, è costituito da una serie di ruote dentate ingrananti fra loro in modo che ogni ruota giri con velocità esattamente proporzionale a quella delle ruote che la precedono e che la seguono.

S

Saltarello: Orologio sul cui quadrante appaiono, in apposite finestrelle, le indicazioni di ore e minuti.

Savonnette: Tipo di orologio da persona che ha un coperchio metallico per proteggere il vetro del quadrante.

Scale: Misurazioni di vario genere, solitamente posizionate lungo la fascia esterna del quadrante di un cronografo. Le più usate sono quelle tachimetriche per il calcolo della velocità di un mezzo, quelle pulsometriche per la misurazione dei battiti cardiaci, quelle telemetriche per calcolare la distanza di un evento luminoso qualora sia seguito da un rumore (è il caso dei tuoni o dei colpi d’artiglieria) ed i regoli calcolatori per operazioni di tipo aeronautico.

Scappamento: Organo distributore dell’orologio, è interposto tra il ruotismo e l’organo regolatore. Ha il compito di mantenere in moto il bilanciere tramite l’impulso e di contarne contemporaneamente il numero di oscillazioni. Questo viene poi trasformato dal ruotismo in indicazioni orarie. Dalle origini dell’orologio meccanico sono stati progettati circa duecento tipi diversi di scappamento, molti dei quali sono rimasti nella fase di progetto e non sono mai stati prodotti. Nella quasi totalità degli orologi da polso è impiegato lo scappamento ad ancora svizzera.

Scheletrato o squelette: Orologio in cui diverse parti del movimento (platine, ponti, ecc..) vengono svuotate a seghetto; il quadrante ed il fondello sono in vetro. Ne risulta una certa trasparenza dell’orologio. Le operazioni di scheletratura sono quasi sempre realizzate, ancora oggi, a mano.

Secondi morti: Dispositivo che consente alla lancetta dei secondi di compiere un salto ogni secondo. Grazie all’impiego di questo meccanismo, l’orologio sembra in apparenza comandato da un movimento al quarzo, ma in realtà è azionato da un calibro di tipo completamente meccanico.

Smaltatura: In orologeria, questa pregiata tecnica decorativa policroma proveniente dall’antica Cina viene utilizzata per valorizzare casse, quadranti o fondelli. Le tecniche più diffuse sono la smaltatura a cloisonnè e la smaltatura a champlevè.

Spirale: Sottilissima lamina metallica avvolta in forma di spirale di Archimede il cui compito è quello di rendere uniforme il periodo del bilanciere.

Spirale Breguet: Spirale ideata da Breguet, con l’ultima spira esterna sopraelevata.

Sveglia: Meccanismo ausiliario indipendente dall’orologio; mediante una lancetta, il dispositivo viene puntato all’ora desiderata. Quando l’orologio indica l’ora prescelta, la sveglia entra in funzione ed il martelletto inizia a battere sulla cassa o su un apposito timbro.

Swatch: Il Marchio creato componendo le parole Swiss e Watch lancia, nel 1983, orologi colorati ed a buon mercato, caratterizzati da una raffinata tecnologia nella costruzione e da grande creatività nel design. Grazie a Swatch l’orologio diventa per la prima volta un vero e proprio accessorio moda, divertente ed intercambiabile, che a partire da quel momento influenzerà mercato e produzione.

Swiss Made: In base all’Articolo 2 dell’Ordinanza 232.119 del Consiglio Federale Svizzero del 23 Dicembre 1971, concernente l’utilizzo della denominazione “Svizzera” per gli orologi, è considerato svizzero il movimento che è stato assemblato in Svizzera, che è stato controllato dal fabbricante in Svizzera e che è di fabbricazione Svizzera per il 50 per cento almeno del valore di tutti i pezzi costitutivi, ma senza il costo di assemblaggio.

T

Tempo Medio Europa Centrale: Tempo del fuso orario, in anticipo di un’ora rispetto all’ora del Meridiano di Greenwich, adottato da numerosi Stati Europei.

Tic Tac: Sembra un modo di dire popolare, invece queste due parole sono entrate nel Dizionario d’orologeria del Berner, la bibbia del settore, che le definisce come “il suono regolare prodotto da un oggetto il cui movimento viene in qualche modo regolato”.

Titanio: In orologeria, le particolari caratteristiche di resistenza e leggerezza di questo metallo vengono sfruttate per la realizzazione di casse e di bracciali.

Titolo: Rapporto tra il peso del metallo prezioso (oro, platino) ed il peso totale in una lega. Il titolo viene espresso in millesimi o in carati. L’oro puro è rappresentato da 24 carati o da 1000 millesimi.

Tonneau: Particolare foggia “a botte”, è la più caratteristica configurazione degli orologi “di forma”.

Tortue: Evoluzione della forma tonneau, da cui si differenzia per la svasatura delle anse che assumono una curvatura opposta all’altezza dei bordi del quadrante e conferiscono un andamento sinusoidale ai fianchi della cassa.

Tourbillon: Dispositivo inventato da Abraham Louis Breguet alla fine del Settecento e poi Brevettato dallo stesso nel 1801. Ha la funzione di annullare le differenze di marcia dovute all’effetto della gravità sul bilanciere. E’ costituito da una gabbia mobile che supporta la ruota di scappamento, l’ancora ed il bilanciere. Questa gabbia compie un giro completo su se stessa in un periodo variabile, avendo lo stesso centro di rotazione del bilanciere. Si può quindi osservare come il bilanciere cambi continuamente posizione, come se l’intero orologio girasse su se stesso: i ritardi che l’orologio accusa in una posizione, vengono annullati dagli anticipi che registra nella posizione opposta. Il meccanismo è estremamente delicato ed è ritenuto uno dei più ingegnosi di tutta la storia dell’orologeria.

Trizio: Sostanza fosforescente che, applicata ad indici e lancette, rende possibile la lettura dell’orario anche al buio.

Trotteuse: Parola Francese che designa internazionalmente la grande lancetta del cronografo.

U

Ultrapiatto od Extra-Plat: Cassa o movimento di spessore estremamente ridotto.

V

Vanderbilt Cup: E’ una Storica competizione dell’epoca d’oro dell’automobilismo, che si svolgeva negli Stati Uniti e che è stata vinta anche dal grande pilota Mantovano Tazio Nuvolari. A questo trionfo Eberhard ha dedicato il suo Tazio Nuvolari Vanderbild Cup, un cronografo automatico in acciaio con pulsante d’avvio del contasecondi coassiale alla corona ed indicazioni colorate in verde.

Vetro: Materiale trasparente usato, una volta incassato nella lunetta, per proteggere il quadrante degli orologi, o al posto del fondello per consentire la vista del movimento. In orologeria sono stati usati vetri di differenti tipologie: in vetro plexiglas (materiale plastico infrangibile), in vetro minerale (vetro normale temperato di buona resistenza) ed in vetro zaffiro (costituito da corindone sintetico e difficilmente scalfibile).